I Vescovi devono costituire un esempio attraverso la santità di vita

Il giorno 15 settembre a Castelgandolfo il Santo Padre ricevette un gruppo vescovi appena consacrati che partecipavano a un incontro organizzato dalla Congregazione per i Vescovi. Qui sotto presentiamo una relazione da Vatican Information Service che sintetizza l’interessante messaggio consegnato dal Papa, e nel quale Benedetto XVI accentua il collegamento tra carismi e ministero episcopale: “Siete invitati”, disse il Papa al gruppo, “a rinnovare la vostra professione di fede e la fiduciosa adesione a Gesù Cristo sulla tomba del Principe degli Apostoli, dimostrando lo stesso impulso d’amore di Pietro e rafforzando i vostri vincoli di comunione con il suo Successore e coi vostri fratelli vescovi”. In questo contesto Benedetto XVI spiegò che “il vescovo... non è solo; egli è parte di quel ‘corpus episcoporum’ che, unendoci a Cristo, è stato trasmesso dai tempi Apostolici fino ai nostri”. Ha incoraggiato i prelati a vivere ogni giorno nella fraternità episcopale, lavorando in comunione col Papa e con i loro fratelli vescovi, mentre “cercano di coltivare amicizia con loro e coi vostri sacerdoti”. Poi il Santo Padre ha rivolto l’attenzione all’importanza che i vescovi accettino “i carismi che lo Spirito fa sorgere per l’edificazione della Chiesa”, in particolare tra i fedeli. “I Vescovi hanno il compito di sorvegliate e operare per assicurare che i battezzati crescano nella grazia, secondo i carismi che lo Spirito Santo fa nascere nei loro cuori in e comunità”, ha detto.

Il dono fondamentale che siete chiamati a godere nei fedeli affidati alla vostra cura pastorale è quello della filiazione divina; in altre parole, il fatto che ognuno partecipi alla comunione Trinitaria. Il battesimo, che ci rende uomini e donne ‘figli nel Figlio’ e membri della Chiesa, è la radice e sorgente di tutti gli altri doni carismatici. Mediante il vostro ministero di santificazione, voi educate i fedeli a partecipare con crescente intensità al servizio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, aiutandoli a costruire la Chiesa in modo attivo e responsabile, secondo il dono che hanno ricevuto da Dio. “Dobbiamo”, aggiunse il Papa, “tenere sempre in mente il fatto che i doni dello Spirito - straordinari o semplici ed umili che siano – sono sempre elargiti liberamente per l’edificazione di tutti. Il vescovo, quale segno visibile dell’unità di questa Chiesa particolare, ha il dovere di unificare e armonizzare la differenza dell’ unità ecclesiale, favorendo la reciprocità tra sacerdozio gerarchico e battesimale”. Il Santo Padre ha invitato i vescovi “ad accettare i carismi con gratitudine, per la santificazione della Chiesa e la vitalità dell’ apostolato. Questa accettazione e gratitudine ... sono inseparabili dal discernimento, che è parte della missione del vescovo. Il Concilio Vaticano II ha affermato la stessa cosa quando ha affidato al ministero pastorale il compito di giudicare la genuinità dei carismi e il loro uso appropriato, senza spegnere lo Spirito ma mettendo alla prova e conservando ciò che è buono. Quindi, deve essere sempre chiaro che non si può dispensare nessun carisma senza rimettersi e sottomettersi al pastore della Chiesa”. Il ministero episcopale “richiede al vescovo di nutrire con cura la propria vita spirituale” perché, come dice l’Esortazione Apostolica “Pastores gregis”: “egli diventa un ‘padre’ proprio perché è pienamente ‘figlio’ della Chiesa...

Questi due aspetti inseparabili lo invitano a crescere come figlio e come pastore mentre egli segue Cristo, in modo che la sua santità personale possa essere un’espressione della santità oggettiva ricevuta attraverso la ‘consacrazione’ episcopale”. Il Santo Padre concluse: “La santità della vostra vita e la vostra carità pastorale saranno un esempio e sostegno per i vostri preti, ... che pure sono chiamati a costruire la comunità coi loro doni, carismi e con la testimonianza della loro vita, affinché la comunione corale della Chiesa possa portare testimonianza a Gesù Cristo, affinché il mondo creda”. Se volete leggere l’intero discorso pubblicato sul sito web del Vaticano, cliccate qui.



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